Tantissimi ciclisti hanno già capito come la chiropratica può migliorare la loro posizione in bicicletta.Una corretta posizione sulla bicicletta è indispensabile non solo per evitare vari disturbi come mal di schiena, mal di sella, dolori alle articolazioni etc. ma soprattutto anche per aumentare le prestazioni sportive. Nonostante tutti i professionisti facciano regolarmente tests di bikefitting (posizionamento sulla bici) con programmi compiuterizzati avanzati, la chiropratica può giocare un ruolo importantissimo per arrivare ad una posizione perfetta in bici. Per pedalare al massimo della potenza con un minimo di disturbi osteo-neuro-muscolari ci vuole anche un corpo che funzioni al 100%. Non solo sull’aspetto strutturale ma anche dal punto di vista metabolico e mentale!

Parlando di infortuni, il ciclismo è considerato uno sport a basso rischio rispetto per esempio al calcio o alla pallacanestro. E’ un’ attività maggiormente aerobica, non ci sono scontri con l’avversario e si lavora con la catena muscolare chiusa , dunque non c’è l’impatto con il suolo. Tutto questo porta meno stress ai muscoli e alle articolazioni.

Però, una partita di calcio finisce dopo 90 minuti mentre i ciclisti si trovano spesso per 6-7 ore e spesso per tanti giorni consecutivi in una posizione che sull’ aspetto biomecanico non è naturale per il corpo umano.

Quando pedaliamo ci sono praticamente 5 punti di contatto con la nostra bicicletta.

  • il bacino sulla sella
  • le mani sul manubrio (2)
  • i piedi sui pedali (2)

Il professionista che fa il bikefitting prova a calibrare con perfezione la distanza ideale fra questi punti fra loro e il corpo del ciclista. Lui controlla anche la forma della sella , gli attacchi delle scarpe e le loro posizioni, e poi misura la pressione del bacino sulla sella per vedere se la posizione è corretta.

La posizione sulla sella è considerata molto importante per ottenere un ottimo wattage e per evitare problemi di salute. Perciò è anche molto importante avere un bacino e una colonna vertebrale allineati. E’  proprio questo equilibrio che controlliamo per prima cosa alla Sanrocco Chiropratica. Un bacino “fuori asse” crea sempre una dismetria delle gambe che inevitabilmente fa slittare il bacino verso un lato sulla sella con tutte le sue conseguenze. Grazie al METODO SANROCCO possiamo vedere se questo disallineamento del bacino è di origine strutturale (un semplice blocco dell’articolazione sacro-iliaca che al suo turno può essere causato da p.e. , un problema al piede o addirittura  una chiusura della bocca non corretta) o se è causato da problemi metabolici o addirittura mentali. Mettere un rialzo nella scarpa della gamba corta non è sempre la soluzione ideale perché potrebbe creare a lungo andare compensazioni errate in altre parti del corpo. Problemi come intolleranze alimentari, diete sbagliate, pensieri negativi (anche a  livello inconscio) hanno tutte un grande impatto sui muscoli e sulla postura in generale . La posizione prolungata sulla sella può creare anche problemi con la DURA MADRE. Risolvere i problemi con la DURA MADRE è una priorità assoluta!

Adesso studiamo un attimo la sequenza muscolare durante una pedalata e i vari problemi che si possono riscontrare (e risolvere). A grandi linee possiamo distinguere 2 fasi;

  1. La SPINTA dove il piede si muove in basso e genera la maggior forza.
  2. Il SOLLEVAMENTO o RECUPERO dove il piede va ‘tirato’ di nuovo su.

Sono i GLUTEI che iniziano il ciclo portando l’anca in estensione. Una forma della sella non adatta, un bacino ruotato, una sublussazione a livello lombosacrale o basso cervicale o problemi con gli organi riproduttivi  (p.e. infezione o STI non curato) sono tutti fattori che possono indebolire questi muscoli.

Man mano che l’anca si stende di più, comincia a lavorare il QUADRICIPITE che stende il ginocchio .E’ probabilmente il muscolo più importante per generare forza. Si trova spesso debole quando i flessori del ginocchio; gli ISCHIOCRURALI o HAMSTRINGS (antagonisti) sono troppo contratti. Anche problemi al bacino, sublussazioni o protrusioni al livello di L3L4, lesioni al ginocchio o problemi intestinale possono creare debolezza.

Alla fine della spinta e all’inizio della fase di sollevamento è molto importante un buon rapporto fra il GASTROCNEMIO/SOLEO (flessori plantari del piede) e il TIBIALE ANTERIORE /PERONEO TERTIO (flessori dorsali del piede)  per tenere il piede nel piano orizzontale durante questa fase di transizione. Il primo muscolo è spesso troppo forte perché il secondo si trova spesso debole dovuto ad uno  schiacciamento del suo nervo a livello lombare o intorno alla testa della fibula. Questo risulta in una pedalata troppo in punta dove si perde molto forza. Si puo trovare però anche debole il gastrocnemio quando c’è un ernia del disco L5S1 o in situazioni di grave stress (surreni).

Poi,  gli ISCHIOCRURALI continuano la fase di sollevamento piegando il ginocchio. Questo muscolo non deve fare troppo forza perché il suo movimento è assistito dalla contrazione del  QUADRICIPITE opposto. Si puo trovare troppo contratto in caso di mal di schiena quando il muscolo tenta di proteggere l’articolazione sacro-iliaca infiammata.

Per chiudere il ciclo ci pensa il muscolo ILEOPSOAS che porta l’anca di nuovo in flessione per preparare una nuova spinta. E’ un muscolo molto importante perché in caso di debolezza la flessione dell’ anca non sarà completa, diminuendo così la forza della spinta.Un ileopsoas debole èd anche una causa maggiore di lombalgia. Purtroppo si trova spesso indebolito in caso di problemi lombari, disidratazione o problemi renali, sublussazioni a livello atlante-occipitale e in caso di inclusione degli ottavi.

In realtà è difficile trovare un singolo muscolo debole. Il nostro corpo funziona come una catena muscolare cinematica. Un problema muscolare singolare va inevitabilmente a creare altre debolezze nel nostro corpo.

Di nuovo lo scopo del chiropratico è di cercare il muscolo o gruppo di muscoli che si trova all’origine del problema, di trovare la vera causa (strutturale, metabolica o mentale) di questa debolezza e di pianificare il trattamento più adatto.

 

 

 

 

 

 

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